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AI SIG.RI MEDICI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE |
Antonio Montuoro |
Catanzaro,li 15.02.2010 AI SIG.RI MEDICI DI CONTINUITA’ ASSISTENZIALE Nella riunione del 9 Febbraio u.s., ho riscontrato, in seno al Comitato Aziendale di Medicina Generale, una significativa convergenza sulle posizioni della FIMMG – Continuità Assistenziale. Con voto unanime (Presidente del Comitato, Direttori di Distretto, Responsabili U.O.C.P., Rappresentanti Sindacali) è stata, infatti, approvata la mia proposta di chiedere alla Direzione dell’A S P di non rinviare ulteriormente l’attuazione del “Regolamento del Settore della Continuità Assistenziale”, sottoscritto delle parti nel Gennaio 2009, che rappresenta un momento di svolta per questo Servizio – Cenerentola della Medicina del Territorio. In particolare, sono stati i rappresentanti aziendali a riconoscere, con onestà intellettuale, che non è più tollerabile lo stato di precarietà in cui versa la Continuità Assistenziale nella nostra Azienda Sanitaria. Questa situazione di semi abbandono, che si perpetua da molti anni, mortifica la professionalità dei Medici, impedisce di migliorare la qualità del servizio, aumenta i margini di rischio per operatori ed utenti. Eppure, la Continuità Assistenziale oltre alle peculiari funzioni di assicurare le prestazioni sanitarie territoriali non differibili, rappresenta uno “dei quattro strumenti della Medicina Generale preposto a garantire i livelli essenziali di assistenza”. Appare, pertanto, incomprensibile l’atteggiamento dei vertici aziendali che, di fatto, hanno cancellato dall’agenda la voce “Continuità Assistenziale”. Tra i punti qualificanti del “Regolamento”, fin qui non attuati, rammento: la sicurezza ed il decoro delle Sedi di C.A.; l’Istituzione della reperibilità domiciliare; la creazione della Centrale operativa; gli eventi formativi; l’incarico di referente di postazione. L’auspicio è che il pronunciamento unanime del Comitato Aziendale possa svegliare dal torpore chi, nell’Azienda, ha la responsabilità di dar corso agli accordi sottoscritti. Mi rendo conto che in una Regione come la Calabria nella quale la Sanità passa di emergenza in emergenza, i voli pindarici non sono consentiti. Di una cosa però sono certo: quando sarà passata anche la prossima “emergenza” (le elezioni regionali), se, ancora una volta, ci troveremo davanti il muro di gomma dell’indifferenza, non dobbiamo esitare ad intraprendere forme estreme di lotta per garantire dignità al servizio di Continuità Assistenziale. Antonio Montuoro |