Certificato di malattia on line. Il punto sulla
situazione.
A meno di tre mesi dalla scadenza
della proroga relativa alle certificazioni di malattia
on line, facciamo il punto su alcune delle problematiche
indicate dai colleghi, anche attraverso l’indirizzo di
posta elettronica
certificationline@fimmg.org, messo a disposizione
dal Sindacato per le segnalazioni degli iscritti.
Natura della proroga e prospettive.
La proroga è relativa
all’applicazione delle sanzioni, non all’obbligatorietà
delle certificazioni. Il medico è tenuto alla
certificazione di malattia on line, ma se continua a
certificare in cartaceo, sino al 31.01.2011 non è
sanzionabile.
Il problema della successiva
applicazione delle sanzioni, a meno di un’ulteriore
proroga, sembra alquanto complesso: è evidente come
senza un profilo di colpa grave il medico non potrà
essere sanzionato, ma è altresì evidente come
l’enunciato delle disposizioni legislative vigenti
rischi, al momento della concreta applicazione, di
aprire una serie infinita di contenziosi giudiziari,
determinando così un clima di grave conflittualità a
scapito della qualità dell’attività assistenziale.
E’ la conseguenza di una serie di
disposizioni che sembrano finalizzate a
considerare la digitalizzazione un obiettivo primario,
anziché uno strumento per migliorare la qualità del
servizio reso al cittadino.
Per superare queste problematiche la
FNOMCeO ha promosso e ottenuto la presentazione in
Parlamento di un emendamento legislativo che chiarisca:
- Che le sanzioni possano essere applicate
solo nell’ambito dei procedimenti disciplinari
previsti da contratti e convenzioni.
- Che le aree e le situazioni di esenzione
vengano definite, su indicazione delle Regioni,
dalle aziende sanitarie, prevedendo in via
temporanea anche volumi di flusso cartaceo.
Tale emendamento, presentato dalla
maggioranza in Commissione Affari Costituzionali del
Senato, potrà essere approvato, di fatto, solo a seguito
del parere favorevole del Governo e gli orientamenti
attuali sembrano vederne il sostegno da parte del
Ministero della Salute, mentre il Ministero
dell’Innovazione sembra privilegiare una logica
centralista, tendente a definire con Decreto
Ministeriale le aree di esenzione.
Nello stesso provvedimento emendativo
è inserita anche l’interpretazione legislativa, già
peraltro oggetto di una circolare interpretativa del
Ministero della Funzione Pubblica, secondo cui il
requisito della diretta constatazione e della obiettiva
documentazione del dato certificato si ottiene a seguito
di visita medica, in applicazione della buona pratica
clinica, evitando così dubbi su una materia oggetto di
sanzionabilità penale.
Criticità.
Le criticità elencate in sede tecnica
dalle Organizzazioni sindacali mediche, anche nella
riunione dello scorso 28 ottobre al Ministero della
Salute, sono numerose.
Ne elenchiamo alcune, segnalate anche dai colleghi al
nostro indirizzo
certificationline@fimmg.org:
- Secondo l’impostazione del Ministero
dell’Innovazione, le aree e le situazioni di
mancata copertura a banda larga non
rappresenterebbero un problema, stante la
disponibilità del call center: viene segnalato
come il call center presenti numerosi problemi
pratici, primo fra tutti gli eccessivi tempi di
attesa non compatibili con una corretta attività
assistenziale. Tale situazione lo rende di fatto
scarsamente utilizzabile, anche nelle situazioni
di temporaneo blocco di sistema.
- Esistono, per le aree che utilizzano
l’accesso tramite user-id e password, cioè nella
maggior parte delle Regioni, problemi di
autenticazione: viene utilizzato come user-id il
codice fiscale del medico, che è un dato
pubblico e l’immissione ripetuta di una password
errata genera il blocco dell’autenticazione, il
che rende possibili potenziali fenomeni di
“vandalismo tecnologico” da parte di
malintenzionati. Sono da preferire i sistemi
tipo SAR (ad esempio quello della Regione
Lombardia), che richiedono un’autenticazione
forte: tessera operatore e password.
- In caso di continuazione di malattia con un
primo certificato rilasciato da un medico
diverso, il medico che rilascia il certificato,
non potendo accedere allo storico delle
certificazioni, deve basarsi sulle dichiarazioni
dell’assistito o sul promemoria stampato, ma non
firmato, dal primo medico certificatore,
documento che per sua natura può essere
facilmente falsificato.
- Per quanto riguarda gli Ospedali e in
particolare le strutture di Pronto Soccorso, non
sono ancora disponibili gli adeguamenti software
per estrarre la certificazione di malattia in
automatico dal verbale di Pronto Soccorso. Viene
in alternativa richiesta la possibilità di
consentire al medico la certificazione cartacea,
delegando alla struttura amministrativa l’invio
della certificazione, ovvero di adibire
specifiche figure mediche alla definizione della
prognosi. Anche per queste ipotesi manca una
definizione di procedure.
- Il problema delle visite domiciliari rimane
irrisolto, non potendo, per i motivi sopra
esposti, prevedersi l’utilizzo routinario del
call center in tali situazioni.
- Il problema dell’anagrafica degli assistiti
appare risolto solo nelle Regioni che utilizzano
una piattaforma Regionale (SAR) interfacciata
con l’anagrafica regionale, come avviene in
Lombardia: nelle altre Regioni l’inserimento
dell’anagrafica è responsabilità del medico.
Soprattutto, e in tutte le Regioni, rimane
compito del medico inserire il domicilio
dichiarato, se diverso dalla residenza, con gli
immaginabili contenziosi in caso di errori.
- La presenza di categorie esenti
dall’applicazione della normativa (magistrati e
avvocati dello Stato, professori universitari,
personale appartenente alle forze armate e alle
forze di polizia, corpo nazionale dei vigili del
fuoco, personale delle carriere diplomatiche e
prefettizia), genera ulteriore confusione. Per
tali categorie, infatti, è prevista la
certificazione cartacea.
Alcune raccomandazione ai colleghi.
Alcune raccomandazioni sembrano
ovvie, ma la recente evidenza di casi, anche resi
pubblici, ne rende utile la ripetizione:
- Non rilasciare mai un certificato, in
generale e in particolare di malattia, in
assenza del paziente. Il rilascio di un
certificato sulla base di informazioni
telefoniche espone il medico alla probabilità di
gravi sanzioni penali.
- Non consentire, per nessuna ragione,
l’utilizzo delle proprie credenziali di
certificazione ad altri colleghi o a personale
di studio. Se in futuro potrà essere previsto
l’invio da parte di personale amministrativo,
questo dovrà essere fatto con specifica
procedura, specifico profilo autorizzativo e
conservazione del cartaceo originale redatto dal
medico: comunque ciò ora è vietato.
- Chiedere ai propri sostituti di dotarsi
delle credenziali di accesso al sistema per
poter certificare: oggi non è indispensabile, ma
a breve lo diventerà. Tutti i medici iscritti
all’albo possono (e sarebbe opportuno avessero)
le credenziali per certificare.
- Il certificato di malattia (on line o
cartaceo) può (da sempre) essere rilasciato da
qualsiasi medico e il codice deontologico
prevede l’obbligo del medico di certificare, a
richiesta, ciò che ha constatato. Solo nel caso
di assistiti pubblici dipendenti, per assenze
superiori ai 10 giorni o dopo il secondo evento
di malattia nell'anno solare, il certificato di
malattia non può essere rilasciato da un medico
libero professionista. In tal caso il
certificato può essere rilasciato da una
struttura pubblica o dal medico di medicina
generale.
- Usare cautela nell’utilizzo, che non è
obbligatorio, della codifica ICD9, in quanto
questa non sempre consente di definire una
diagnosi valida ai sensi dell’ assenza dal
lavoro (ad esempio ”osteoartrosi” potrebbe non
essere una diagnosi congrua, mentre lo è
“osteoartrosi algica”), pertanto è più semplice
utilizzare il campo “note diagnosi” che produce
sul certificato un testo libero alla voce
“diagnosi”
Conclusioni.
E’ auspicio di tutti che il sistema
delle certificazioni on line sia al più presto
pienamente utilizzabile.
Al momento rimangono ancora numerose
criticità, note e risolvibili, anche se il principale
ostacolo rimane quello della scarsa diffusione della
banda larga nel nostro paese.
Posizioni ideologiche che
vedono nell’utilizzo dell’informatica un fine e non uno
strumento non contribuiscono certamente alla soluzione
dei problemi segnalati.
L’atteggiamento propositivo ed
equilibrato del Ministero della Salute e delle Regioni,
in una logica di collaborazione come le rappresentanze
della professione, sembra l’approccio più efficace ad
una attuazione compatibile con le primarie esigenze
assistenziali.
Nonostante le asserite certezze di
imminente completa dematerializzazione del sistema, allo
stato dei fatti sembra prevedibile e auspicabile, a
fianco di una rapida diffusione del sistema on line, la
persistenza, ancora per un periodo di tempo medio lungo,
di un necessario volume di flusso cartaceo.
L’invito ai colleghi, tuttavia, non
può essere che quello di utilizzare concretamente il
sistema e di continuare a segnalarne criticità e
possibilità di miglioramento.
Guido Marinoni
Componente staff esecutivo
nazionale