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Certificati on line congelati. Il decreto è da limare |
DoctorNews |
SanitàCertificati on line congelati. Il decreto è da limareI certificati di malattia continueranno a fare uso esclusivo della cara vecchia carta ancora per alcune settimane. In teoria i medici avrebbero dovuto passare alla certificazione on line dallo scorso 4 aprile, a quindici giorni esatti dal decreto che sulla Gazzetta ufficiale del 19 marzo scorso dettava modalità e tempi della digitalizzazione targata Brunetta. In realtà il via vero e proprio scatterà soltanto più avanti perché Sogei, il partner tecnologico del dicastero della Funzione pubblica, deve ancora mettere a punto la piattaforma del Sac (Sistema di accoglienza centrale) alla quale i medici dovranno collegarsi per compilare i certificati on line. Meglio così, perché la pausa dà a Fnomceo e sindacati di categoria il tempo di convincere il ministro Brunetta a "limare" il provvedimento. Alla Federazione degli ordini non piace il passaggio che obbligherebbe i medici a riscontrare «oggettivamente» i dati clinici riportati dal paziente, una condizione che renderebbe ingestibile la certificazione delle assenze brevi. La controproposta della Fnomceo è quella di emanare al più presto un provvedimento correttivo che eviti appesantimenti burocratici insostenibili.Ai sindacati dei medici di famiglia sta anche a cuore la governabilità del sistema: il timore è che alla fine l'on line accresca le incombenze anziché alleggerirle, anche perché la compilazione dei certificati telematici prevede l'inserimento di informazioni che prima erano fornite dal lavoratore. «Nei prossimi mesi - afferma Giacomo Milillo segretario nazionale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) - ci sarà sicuramente l'avvio del progetto con l'invio dei primi certificati, ma tutto questo servirà per collaudare il piano. Forse inizialmente si è sparso panico inutilmente su questo argomento, ma almeno qualcosa si è smosso». Secondo il segretario, «fare un certificato online richiede certamente meno tempo che farlo a mano, ma il problema deriva dai problemi di connessione che ci sono nel nostro Paese, dove manca ancora la banda larga». Per questo motivo, conclude Milillo, «anche da noi c'è bisogno di un tempo fisiologico, come in tutti gli altri Paesi», prima dell'avvio definitivo ed efficace del progetto». Lo Snami in un comunicato diffuso alla stampa, punta il dito proprio su alcune "novità": «Stante il risparmio garantito all'Inps e il parallelo aggravio burocratico per il medico di famiglia» si legge nella nota «chiediamo un adeguato riconoscimento economico per l'incombenza non prevista dall'Accordo collettivo nazionale ». Se ne riparlerà nell'incontro tra tecnici del dicastero e Fnomceo in programma per il 13 aprile. |